A.
Come una tempesta mi scorrono
lacrime, sulle guance, di vetro
sottile e appeso e frontale
alla memoria scalza su noi,
sul nostro catetere emotivo,
sulle carezze dalle tue mani,
sul mio viso bianco, sul necessario
taglio della tua barba folta,
sul tempo nel riverbero
dei morti, sul tempo delle croci,
dei templi e degli ospedali,
sul ponte bianco che spezza mare
e fiume e sul ponte gettasti
le foglie che la sibilla aveva scritto per noi nel pianto.
a.
| inviato da
mendiante_rousse il 20/3/2012 alle 13:22 | |